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    AZIENDE AMICHE DEL PARCO: Tortorelli Luigi

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    Ubicazione
     
    70022 - Altamura (BA) - Località Ceraso, SP 151
     
    Contatti            
     
    Tel   cellulare 33935599680
     
    Tabella sintetica
    MASSERIA CASTELLI di TORTORELLI LUIGI
    Nome storico del centro aziendale Masseria Castelli
    Coordinate geografiche del centro aziendale 625583 ; 4534429
    SAU 39,57 ha
    SAT 59,99 ha
    Vegetazione naturale/seminaturale 20,42 ha
    Territorio comunale Altamura
    Agriturismo
    Fattoria didattica NO
    Appartenenza a consorzi o associazioni territoriali SI
    Azienda con prodotti agricoli certificati in biologico SI
    Presenza allevamento animali SI
    Allevamento brado SI
    Trasformazione dei prodotti in azienda SI
    Vendita prodotti presso azienda SI
    Tipologia di prodotti venduti in azienda Prodotti caseari da latte ovino
    Tipologie colturali principali Grano duro, leguminose, foraggio.
     
    Prodotti aziendali
    Dal latte ovino munto in azienda si realizzano, in un caseificio aziendale, ricotta e formaggi stagionati. Il latte non trasformato in loco viene raccolto, trasformato e venduto tramite il Consorzio “Murgia Viva”.
     
    INTRODUZIONE
    Il Sig. Tortorelli Luigi gestisce un’azienda ad orientamento agro-zootecnico, i cui seminativi sono condotti in biologico. Il centro aziendale, denominato Masseria Castelli dal nome dei vecchi proprietari, di origini nobili, ha un alto valore storico-architettonico: il corpo principale è datato 1600, mentre i lamioni, la cappella e le altre strutture annesse risalgono agli inizi del 1800.
    Il Sig. Tortorelli Luigi è presidente del Consorzio “Murgia Viva”, una delle realtà associative più  attive presenti all'interno dell'area Parco. Tra i progetti futuri del proprietario vi è la realizzazione di un agriturismo con fattoria didattica e di una sala ristorazione, attività che saranno gestite assieme alle figlie.
    Di grande interesse è la presenza di circa 100 capi ovini di razza Altamurana, una varietà autoctona molto rustica, adattata a pascoli poveri e rocciosi. L’Altamurana, nota anche come “pecora moscia”, ha origini asiatiche o siriane, è una pecora di taglia media a triplice attitudine: latte, poco ma di ottima qualità, lana che in passato era la ragione principale del suo allevamento e carne.
    Il declino  dell’allevamento ovi-caprino sulla Murgia registrato nell’ultimo cinquantennio è dovuto a vari fattori quali  il passaggio a forme di agricoltura meccanizzata, l’abbandono dell’uso tradizionale della lana,  l’abigeato e la mancanza di manodopera ed ha interessato in maniera particolare questa razza, caratterizzata da una minore dimensione degli agnelli alla nascita e dalla minore velocità di crescita rispetto alle altre razze pugliesi; inoltre l’Altamurana è caratterizzata dal generare sempre un solo agnello per parto.
    Negli anni “80, nel territorio murgiano, erano presenti circa 190.000 capi di Pecora Altamurana mentre, dalle ultime stime risalenti all’anno duemila, risultano allevati non più di 400 capi, di cui solo 170 iscritti al libro genealogico, e quindi di pura razza Altamurana. Scrigno del mantenimento di questa preziosa razza locale, l’azienda Tortorelli collabora con l’Università di Bari alla sua conservazione e valorizzazione.
     
    Posizione e raggiungibilità
    L’azienda è facilmente accessibile dalla SP 151, imboccando una piccola stradina sterrata di poche centinaia di metri al Km 17,400.
     
    ASPETTI PAESAGGISTICI E STORICI
    La Murgia del Ceraso, in cui si trova Masseria Castelli, può essere considerata storicamente una delle zone maggiormente produttive del comprensorio altomurgiano, come dimostra l’elevata densità di masserie storiche quali Masseria Castelli, Masseria del Giudice, Masseria de Lorenzis, Masseria Ceraso Nuova e la presenza di infrastrutture di supporto alle attività agropastorali quali tratturi, cappelle rurali e cisterne. Dunque i valori storico-architettonici dominano su quelli paesaggistici e ad a poca distanza dal centro aziendale vi è l’insediamento archeologico di Casette di Castigliolo, frequentato dal VIII al II secolo a.C, del quale è ancora visibile una imponente cinta muraria di forma ellittica ed un grande trullo in pietra al centro della stessa.
    Il fascino rurale emanato da queste zone offre il meglio di sé durante la primavera quando il verde dei campi coltivati si perde all’orizzonte e sembra di essere tornati nel passato, quando l’agricoltura  modellava il paesaggio senza  stravolgerlo.
     
    ASPETTI NATURALISTICI ED ESCURSIONISTICI
    La Murgia del Ceraso è una zona a vocazione fortemente agricola, come dimostra il susseguirsi di seminativi a perdita d’occhio. Ciò è stato certamente favorito dal terreno pianeggiante e dalla scarsità di rocce affioranti, caratteristica distintiva di altre zone dell’Alta Murgia; la pietrosità superficiale dei suoli, ostacolo all’agricoltura sino agli anni “80”, non ha costituito più un problema  da quando una serie di incentivi comunitari e regionali hanno dato avvio alla pratica dello “spietramento”, che ha comportato in pochi anni la trasformazione di ettari ed ettari di pascolo murgiano in coltivazioni  cerealicolo-foraggere. L’area, data la densità di strade bianche e sterrate che attraversano i campi,  si dimostra vocata al cicloturismo con mountain bike ed al turismo equestre.
     
    Il proprietario racconta
    Questo territorio è, da sempre, adatto all’allevamento ovino più che all’agricoltura, caratteristica che lo accomuna al vicino Abruzzo. Il legame pastorale tra Murgia ed Abruzzo è ancora più evidente se si fa caso all’andamento dei cosiddetti “tratturi”, lunghe autostrade erbose che permettevano l’agile spostamento di migliaia e migliaia di capi ovini dall’Abruzzo alle Puglie in quel “fenomeno stagionale” che è stata la transumanza.  Uomini e greggi annualmente  partivano dalle montagne abruzzesi per svernare sull’altopiano delle Murge, rientrando in Abruzzo all’inizio della primavera. Il sig. Tortorelli racconta che la sua azienda, era un punto di sosta durante la transumanza, per la presenza di tre caratteristiche fondamentali: un tratturo che passa proprio accanto ai suoi terreni, una piccola cappella – punto di aggregazione festivo di agricoltori della zona e di pastori di passaggio – ed una neviera, mai ultimata, della quale si notava, un tempo, lo scavo realizzato ai tempi della sua costruzione. Proprio le neviere svolgevano, nel passato, un ruolo importantissimo: durante la stagione invernale si accatastava la neve compattandola, la stessa veniva riutilizzata durante la primavera e l’estate come fonte idrica o merce di scambio. Lo sfruttamento e la conservazione della risorsa “neve” imponevano determinati accorgimenti: uno strato di paglia e fascine sul fondo della struttura impediva alla neve di sciogliersi a contatto con  il suolo e la teneva pulita. La neve era posta a strati,  separati da piani di paglia, mentre per coprire ermeticamente la neve e ridurre la dispersione termica, in cima si ponevano altra paglia, assi di legno ed altri materiali isolanti.
     

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