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    AZIENDE AMICHE DEL PARCO: Patruno Cataldo

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     Ubicazione
     
    70037 – Ruvo di Puglia (BA) – Località Piano d’Annaia SP 39 Km 9,900
     
    Contatti            
     
    Tel. Cellulare: 3355443109
     
    Tabella sintetica
    AZIENDA PATRUNO CATALDO
    Nome storico del centro aziendale Masseria San Magno
    Coordinate geografiche del centro aziendale X 613241; Y 4538427
    SAU 100,00 ha
    SAT 289,17 ha
    Vegetazione naturale/seminaturale 189,67 ha
    Territorio comunale Ruvo di Puglia
    Agriturismo NO
    Fattoria didattica NO
    Appartenenza a consorzi o associazioni territoriali NO
    Azienda con prodotti agricoli certificati in biologico SI
    Presenza allevamento animali SI
    Allevamento brado SI
    Trasformazione dei prodotti in azienda NO
    Vendita prodotti presso azienda NO
    Tipologia di prodotti venduti in azienda Nessuno
    Tipologie colturali principali Cereali, foraggio, leguminose.
     
    PRODOTTI AZIENDALI
    Non vengono venduti prodotti direttamente in azienda, mai cereali e il foraggio prodotti servono per alimentare gli animali allevati in azienda, mentre la rimanenza viene immessa sul mercato tramite grossisti e/o cooperative.
     
    INTRODUZIONE
    L’azienda del Sig. Patruno Cataldo, sita in agro di Ruvo di Puglia, è una realtà agro-zootecnica dedita principalmente all’allevamento ovino. Il corpo aziendale, una masseria fortificata del 1600, è diviso in due parti dalla SP 39 e ciò causa ovvi problemi logistici nella sua gestione. La struttura, dotata di feritoie difensive sulla facciata principale, è stata ristrutturata nel 1800 circa.
    L’azienda è costituita da circa 290 ha di cui una metà sono occupati da pascoli naturali; i seminativi sono gestiti in biologico e l’allevamento ovino è allo stato brado, così come  quello di 35 cavalli murgesi.
    Il latte prodotto dagli ovini non è trasformato in azienda, ma in futuro il proprietario ha in progetto di avviare un’attività agrituristica, per valorizzare i prodotti aziendali. 
     
    POSIZIONE E RAGGIUNGIBILITA’
    Accesso diretto dalla SP 39.
     
    ASPETTI PAESAGGISTICI E STORICI
    L'azienda Patruno si colloca in una tra le zone del Parco Nazionale dell’Alta Murgia paesaggisticamente più suggestive, soprattutto per la vicinanza con una delle lame più intatte di tutto il comprensorio la “Lama Reale”, che segue sostanzialmente l'andamento della strada SP 39. Oltre a Lama Reale, il paesaggio di Piano d'Annaia, questo è il toponimo della zona, si caratterizza per la presenza di vasti spazi pianeggianti, dei quali quelli a ridosso della strada sono prevalentemente coltivati; dietro questa fascia coltivata, però, si estendono vasti spazi naturali occupati da pascoli nudi, inframmezzati da qualche isolato esemplare di roverella e di perastro, alcune doline e campi carreggiati. Addentrandosi in questi spazi, emergono ambienti particolarissimi quali “Serra Ficaia”, dove metri e metri di muretti a secco tracciano parcellizzazioni agrarie del secolo scorso, ciascuna col proprio piccolo trullo ed il proprio frutteto. A parte le più antiche quotizzazioni, la Riforma Fondiaria degli anni ”50” ha disseminato il territorio di piccole casette rivestite di mattoni rossi, avulse dal contesto ambientale, mentre a cavallo tra il ‘70 e l’80 sono stati piantati boschi di conifere su vasti appezzamenti di Murgia.
     
    ASPETTI NATURALISTICI ED ESCURSIONISTICI
    Il territorio aziendale è molto esteso ed è costituito da una fascia che, partendo quasi da Lama Reale, abbraccia la zona di Piano d’Annaia, confina con la Murgia di Coppa – Azienda F.lli Caputi,  e giunge quasi sino al costone murgiano. Dal punto di vista geomorfologico spicca la presenza, nei seminativi aziendali di “Taverna Nuova” di un inghiottitoio ancora attivo, nel quale vengono naturalmente convogliate le acque meteoriche e di deflusso di una vasta porzione di territorio. L’inghiottitoio, visivamente suggestivo, appare come una buca terrosa di forma circolare e diametro di circa 10 metri, mentre la profondità è attorno ai 12 m, ricca all’interno di terra rossa ed in fase di “allargamento” ulteriore. A detta dei proprietari il loro territorio è caratterizzato dalla presenza di altri piccoli inghiottitoi naturali e piccole doline a ciotola, tutti poco evidenti rispetto a questo.
    L’area è povera di vegetazione arborea ed arbustiva e caratterizzata prevalentemente da seminativi e pascoli nudi; rimboschimenti a parte, spiccano poi alcune zone più alberate, come il vecchio frutteto di fronte al centro aziendale, che ospita diversi esemplari vetusti di roverelle, oltre ad ultracentenari mandorli, gelsi, noci ed isolati individui di pino nero.
    Molte sono le strade sterrate, le mulattiere ed i sentieri che attraversano Piano d’Annaia e le zone adiacenti, conducendo all’interno di rimboschimenti. Queste sono percorribili a piedi ed in bicicletta senza annoiarsi, disegnando circuiti che consentono di attraversare ambienti differenti. Dall’azienda parte l’agropasseggiata n° AGR 08 AM.
     
    IL PROPRIETARIO RACCONTA
    Pasquale Patruno, bisnonno dell’attuale proprietario, Cataldo, visse nel periodo dell’Unità d’Italia proprio nella attuale masseria. Durante i lavori di sarchiatura nei campi, assieme agli operai, Pasquale, giovane di 18 anni, fu preso in ostaggio dai briganti che passavano di là in occasione di una delle loro tante scorribande, provenienti dalle terre selvagge della Lucania. Correva l’anno 1862 ed i briganti, non trovando di che fare razzia – cercavano soprattutto beni pregiati quali sigari o macchinari - rapirono e portarono con loro il giovane Pasquale, incrociando lungo il loro cammino la milizia del re, che aprì il fuoco contro di loro; Pasquale in occasione dello scontro fu ferito e lasciato per strada dai briganti, successivamente fu arrestato dalla milizia che, credendolo un brigante, lo condusse in prigione ad Altamura. Il sig. Pasquale si professò innocente ma fu scarcerato solo dopo che i suoi parenti andarono in caserma a testimoniare sulla veridicità delle parole del loro congiunto, che non aveva nulla a che fare con i briganti, ma era stato rapito.

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