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    AZIENDE AMICHE DEL PARCO: Loiudice Gianluca

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     Ubicazione
     
    70022 - Andria (BT) – C.da Piano del Monaco, SP 234
     
    Contatti            
     
    Tel. Abitazione: 080/3116759 – Tel. Cellulare:  3207689234
     
    E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
     
    Tabella sintetica
    Azienda Agricola LOIUDICE GIANLUCA
    Nome storico del centro aziendale no
    Coordinate geografiche del centro aziendale X 601578 ; Y 4544296
    SAU 107,79 ha
    SAT 180,96 ha
    Vegetazione naturale/seminaturale 73,17 ha
    Territorio comunale Andria (BT)
    Agriturismo SI
    Fattoria didattica SI
    Appartenenza a consorzi o associazioni territoriali NO
    Azienda con prodotti agricoli certificati in biologico SI
    Presenza allevamento animali NO
    Trasformazione dei prodotti in azienda NO
    Vendita prodotti presso azienda NO
    Tipologie colturali principali cereali, foraggio e leguminose
     
    Prodotti aziendali
    Ad oggi, i prodotti aziendali sono costituiti da cereali e leguminose, commercializzati presso i  grossisti.
     
    INTRODUZIONE
    L’azienda dell’agronomo Loiudice Gianluca è situata in Contrada “Piano del Monaco”, in agro di Andria. I seminativi aziendali sono condotti in biologico, con alternanza biennale di cereali e leguminose e si affiancano ad un piccolo appezzamento ad uliveto. Il centro aziendale è parte del grosso complesso masseriale denominato “Masseria Piano del Monaco”, del XIX secolo, che nel tempo è stato suddiviso in differenti unità, appartenenti, ad oggi, a differenti proprietari.
    Le vecchie stalle di proprietà Loiudice sono state recentemente ristrutturate, assieme ai locali abitativi adiacenti ed ospitano un’attività agrituristica ed una Masseria didattica. Parte del locale accoglie, un piccolo, ma curato museo della civiltà contadina.
     
    Posizione e raggiungibilità
    Accesso diretto dalla SP 234 che porta a Minervino Murge.
     
    ASPETTI PAESAGGISTICI E STORICI 
    L’antica Masseria Piano del Monaco è formata da un grosso complesso edificato a fine 1800, dotato di cappella, antico forno, ovile, stalle per equini ed abitazioni padronali. E’ posta a valle dei primi e più elevati rilievi murgiani,  quali Monte Caccia e Torre Disperata, al riparo dai venti ed in prossimità di un largo avvallamento. Qui i contadini-allevatori potevano, una volta, usufruire dei pascoli sommitali dell’altopiano, verdi sino all’estate e del suolo più fertile e profondo delle lame, oltre a sfruttare la vicinanza alle vie di comunicazione. Nel secolo scorso questa era una zona a forte  vocazione pastorale, in cui le attività si concentravano attorno a grandi masserie nobiliari o di proprietà della Chiesa, che potevano vantare un territorio con centinaia e centinaia di ettari.
    Nel corso dei secoli, mentre le zone attorno a Piano del Monaco ha subito immancabili trasformazioni,  i vicini Monte Caccia e Torre Disperata sono stati deturpati da una serie di antenne e ripetitori, ma il rilievo più prossimo alle strutture  rurali ha mantenuto il suo aspetto. Soltanto pochi trulli e specchie si ergono sulla sua sommità, a mo’ di torrette a guardia dello spettacolare passaggio tra la Murgia del Nord barese ed i rilievi della Basilicata.
     
    ASPETTI NATURALISTICI ED ESCURSIONISTICI 
    Oltre ai vasti panorami perennemente sferzati dal vento, che allieta anche le giornate più calde, questa località merita una visita per le sue caratteristiche geomorfologiche. Le rocce calcaree, qui affioranti in grandi bancate, sono cesellate dalle acque meteoriche, che hanno scavato i grandi massi con i tipici fori carsici, con profonde canalette e vaschette di corrosione; i campi carreggiati qui presenti sono estremamente suggestivi. Il suolo si limita a pochi centimetri di spessore tra le grandi rocce, per cui è colonizzato da una vegetazione quasi esclusivamente erbacea, bassa, adattatasi  a condizioni estreme di aridità e rocciosità. Dominano, quindi, le graminacee annuali e perenni, i cuscinetti di timo e le piante spinose poco appetite dal bestiame come gli eringi.
    Il luogo è ideale per brevi passeggiate intorno al monte “Piano del Monaco”, oppure per percorsi in  mountain bike lungo il canale dell’acquedotto pugliese, che passa poco distante dal centro aziendale.
     
     
    Il proprietario racconta  
    Pasquale Loiudice, padre dell’attuale proprietario, ricorda che, quando era giovane e viveva in campagna, la carne degli animali morti accidentalmente non veniva sprecata, ma consumata dopo opportuni trattamenti. Veniva salata ed affumicata, sfruttando i grossi camini per la lavorazione del latte, aromatizzata con peperoncino ed altre spezie e consumata nei periodi di carenza alimentare, in genere inverni particolarmente rigidi. Il consumo di carne era indubbiamente un lusso e gli allevatori di un tempo non potevano sprecare della carne che oggi, per le regolamentazioni sanitarie, è smaltita come rifiuto speciale. Sempre a proposito di “norme igieniche”, gli uomini usavano bere l’acqua delle cisterne e dei pozzi, la stessa che serviva anche per l’allevamento animale e che si accumulava durante le copiose piogge invernali. In passato, non essendoci alcun uso di concimi chimici o di trattamenti fitosanitari, l’unica accortezza adottata era quella di “soffiare” sulla superficie delle acque raccolte nel secchio per allontanare  qualche residuo galleggiante come foglie e rametti.
     

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