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    AZIENDE AMICHE DEL PARCO: Mangano Luigi

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     Ubicazione
     
    70033 - Corato (BA) – C. da Pietro Gianni.
     
    Contatti            
     
    Tel. Cellulare: 3477043399
     
    E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
     
    Tabella sintetica
    Azienda Agricola MANGANO LUIGI
    Nome storico del centro aziendale Masseria Sassi
    Coordinate geografiche del centro aziendale X 609381 ; Y 4546562
    SAU 28 ha
    SAT 30,62 ha
    Vegetazione naturale/seminaturale 2 ha
    Territorio comunale Corato (Ba)
    Agriturismo NO
    Fattoria didattica NO
    Appartenenza a consorzi o associazioni territoriali NO
    Azienda con prodotti agricoli certificati in biologico SI
    Presenza allevamento animali NO
    Allevamento brado NO
    Trasformazione dei prodotti in azienda SI
    Vendita prodotti presso azienda NO
    Tipologia di prodotti venduti in azienda Olio
    Tipologie colturali principali Cereali, leguminose, mandorleto, uliveto
     
    Prodotti aziendali
    I prodotti aziendali vengono ceduti direttamente a grossisti.
     
    INTRODUZIONE
    L’azienda del Sig. Mangano, sita in agro di Corato, è costituita da circa 30 ettari di terra, suddivisi tra mandorleto irriguo, un piccolo uliveto e circa 23 ettari di seminativo. Una piccola parte è costituita da pascolo. Il proprietario conta, in futuro, di avviare una serie di attività legate al turismo verde ed eno-gastronomico, grazie alla presenza di un complesso aziendale - Masseria Sassi o S. Francesco - storico, anche se frazionato tra diversi proprietari.
     
    Posizione e raggiungibilità
    Da Corato (Ba) prendere la SP 103. Al bivio prendere la strada a sinistra e procedere per circa 12 km, per poi svoltare a destra costeggiando una serie di vigneti e frutteti si arriva all'azienda del Sig. Mangano.
    ASPETTI PAESAGGISTICI E STORICI
    L’azienda agricola di Mangano Luigi ha il proprio centro aziendale in Masseria Sassi, che fu costruita sul finire del 1800 dalla famiglia Sassi e successivamente acquistata dai Di Gennaro, dei quali Luigi rappresenta uno degli eredi. La Masseria, dal corpo lineare, possiede una grossa cisterna sotto i locali, un piccolo forno per la cottura del pane ed una edicola votiva consacrata a San Francesco, santo che da anche il nome alla zona.
    Dal punto di vista produttivo era una masseria da campo e da pecore, come testimonia la presenza a poche decine di metri di un ovile in pietra; tra le colture prevalenti nei dintorni c’era certamente la vite. A testimonianza di ciò, restano ancora disseminati nei campi begli esempi di trulli, ciascuno dei quali ospitava i coloni che si prendevano cura del vigneto per conto del proprietario terriero. Negli anni “70 il vigneto fu espiantato per far posto a seminativi nei quali si coltivavano prevalentemente cereali; questa conversione è stata spinta dalle politiche degli incentivi pubblici per la cerealicoltura e dal minor lavoro che certamente è necessario per gestire questo genere di colture, rispetto alla molto più impegnativa viticoltura. Negli ultimi anni, però, si sta assistendo ad un recupero della viticoltura e della mandorlicoltura, con un conseguente nuovo mutamento del paesaggio.
     
    ASPETTI NATURALISTICI ED ESCURSIONISTICI
    Gli spazi del tutto naturali sono ridotti al minimo, fazzoletti di pascoli non trasformati, piccoli nuclei di querce roverelle, filati alberati con peri selvatici e biancospini. Questo è compensato dalla alternanza di ambienti agricoli differenti, nessuno dei quali prende nettamente il predominio sugli altri: vigneti, ciliegeti, mandorleti e seminativi si susseguono con equilibrio rendendo l’area un bell’esempio di agro-ecosistema, potenzialmente ricco di specie sia animali che vegetali. Oltre agli ambienti prettamente agricoli, è interessante la presenza di cisterne per la raccolta delle acque piovane sul fondo di lievi avvallamenti: esse allagate durante i mesi invernali e la primavera precoce, costituiscono microhabitat preziosi, così come le numerose specchie, trulli e muretti, che punteggiano i campi e che ospitano al loro interno un vero e proprio micro-ecosistema.
     
    Il proprietario racconta
    La primavera del 2010 è stata particolarmente piovosa, non tanto per la quantità di pioggia caduta nell’arco di tutta la stagione, quanto per l’entità dei singoli eventi atmosferici. Tale è stata la mole di acqua caduta in poche ore, che si è formato un vero e proprio fiume, il quale ha travolto ogni cosa al suo passaggio e trasportato per diversi chilometri fango e detriti. Esso ha incontrato un cumulo di enormi massi calcarei ammucchiati dai tempi delle trasformazioni agrarie, i quali hanno sbarrato il normale deflusso delle acque; l’impeto delle acque è però stato tale da spostare questi enormi massi, trasportandoli nel mandorleto dell’azienda; l’irruente corso d’acqua, inoltre, ha asportato tutto il suolo che ha incontrato nel suo tragitto e lasciato “nuda” la roccia murgiana.
    A parte la spettacolarità dell’evento, il danno è stato notevole, perché è stato necessario rimettere il sottile strato di suolo al proprio posto nel mandorleto con l’aiuto di pale meccaniche, raccogliendolo dal fondo dell’avvallamento sul quale l’acqua lo aveva depositato.
     

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