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    I RISULTATI DEL PROGETTO "BATRACOMURGIA" IN UN WORKSHOP PRESSO LA PROVINCIA DI BARI

    fotoSi è concluso con notevole successo il workshop di presentazione dei risultati del progetto “BatracoMurgia: studio a breve termine degli ambienti umidi e relativa batracofauna nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia”. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle Amministrazioni provinciali di Bari e BAT e regionale, i rappresentanti di Associazioni di categoria e protezionistiche, i rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato ed un gran numero di appassionati naturalisti ed esperti del settore. fotoSi è concluso con notevole successo il workshop di presentazione dei risultati del progetto “BatracoMurgia: studio a breve termine degli ambienti umidi e relativa batracofauna nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia”. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle Amministrazioni provinciali di Bari e BAT e regionale, i rappresentanti di Associazioni di categoria e protezionistiche, i rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato ed un gran numero di appassionati naturalisti ed esperti del settore.
    fotoI risultati dello studio, condotto da “WWF Oasi” su incarico dell’Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia, sono stati presentati oltre che dal Direttore f. f. dell’Ente, dal Vice Presidente del WWF Italia Raniero Maggini , dal Presidente di WWF Oasi Antonio Canu, dal Responsabile Scientifico del WWF Oasi Francesco Marcone, da uno dei curatori del lavoro di ricerca Fabio Mastropasqua e dal naturalista e funzionario del Servizio Assetto del Territorio - Ufficio Parchi e Tutela della Biodiversità della Regione Puglia Antonio Sigismondi. “BatracoMurgia” ha dimostrato che, complessivamente, lo stato di conservazione di habitat e di specie acquatiche nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia può essere considerato sufficiente; il permanere di tale condizione necessita, comunque, di una loro oculata gestione.
    Le future azioni gestionali sono state difatti il fulcro degli interventi tecnici durante il workshop. Sono state individuate le dieci aree umide prioritarie per la pianificazione di urgenti interventi gestionali. Particolarmente importante è risultata la messa in opera di processi di gestione coordinati tra enti, corpi di vigilanza e portatori d'interesse, soprattutto operatori del settore agro-zootecnico, il costante monitoraggio chimico-fisico e biologico dei siti, la programmazione di azioni per la divulgazione e sensibilizzazione e la progettazione d'interventi mirati al ripristino e/o riqualificazione. Per approfondimenti
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